parlare in pubblico

Cominci con «scusate, sarò brevissimo» e hai già chiesto perdono per la tua presenza. Farti ascoltare parte anche da qui: smettere di togliere peso a quello che dici.

«Scusate, magari dico una stupidaggine.»

Non hai ancora espresso un’idea e le hai già messo il cartellino dei saldi. Seguono «vi rubo solo un secondo» e «sicuramente lo sapete meglio di me». A questo punto manca soltanto che ti scusi con la sedia.

Parlare davanti agli altri può fare questo effetto: hai qualcosa da dire, ma appena gli sguardi si girano verso di te cerchi una via di fuga. Acceleri, abbassi la voce, tagli l’esempio che avrebbe chiarito tutto. Poi ti siedi e pensi: «Non sono riuscito a spiegarmi».

Capita in una riunione con sei colleghi, quanto davanti a una sala piena.

Per farti ascoltare, comincia evitando di svalutare il tuo intervento prima ancora di farlo. Essere incerti è legittimo. Puoi dire «questa è un’ipotesi da verificare» senza presentarti come qualcuno che farebbe meglio a tacere.

Smetti di sorvegliarti mentre parli

«Come tengo le mani? Si sente che sono agitato? Quello guarda l’orologio: lo sto annoiando.»

Mentre cerchi di dire qualcosa, nella tua testa è partita una commissione d’esame. E tu ricopri tutti i ruoli: candidato, giudice e addetto alle bocciature.

Prova a spostare l’attenzione su una domanda concreta: che cosa deve capire chi mi ascolta? Se proponi un cambiamento al lavoro, parti dal problema che risolve. «Ogni settimana perdiamo due ore a ricopiare questi dati» dà subito una ragione per seguirti.

Non serve un esordio da conferenza memorabile. Serve una frase che porti le persone dentro l’argomento.

Prepara un percorso, lascia perdere il copione

Imparare tutto a memoria può diventare una trappola: salti una frase e cerchi disperatamente quella successiva, invece di proseguire con il ragionamento.

Per un intervento breve, annota tre passaggi:

  1. il punto che vuoi sostenere, un esempio concreto e ciò che proponi (provali ad alta voce. Scoprirai dove ti incarti e quali frasi, bellissime sulla carta, in bocca sembrano assurde).
  2. prepara con particolare cura l’inizio. Sapere da dove partire può aiutarti a non riempire i primi secondi di scuse.
  3. allenati ad andare a braccio (l'improvvisazione è fondamentale).

Non ingoiare il punto più importante

Quando vuoi finire in fretta, anche le idee finiscono schiacciate. Prova invece a fermarti dopo una frase centrale. Una pausa breve dà a chi ascolta il tempo di seguirti e a te quello di ripartire.

Appoggia bene i piedi, lascia libere le mani e guarda, a turno, alcune persone in punti diversi della stanza. Non devi fissare nessuno né interpretare ogni sopracciglio alzato. Se perdi il filo, puoi dire: «Riparto dal punto principale». Se una domanda ti trova impreparato: «Questo dato non ce l’ho, lo verifico». Sono risposte utilizzabili anche senza una voce da documentario.

Puoi essere agitato e dire qualcosa di utile. Puoi arrossire e sostenere una proposta. Aspettare di sentirti impeccabile rischia di lasciarti sempre tra quelli che, dopo la riunione, spiegano benissimo cosa avrebbero voluto dire.

La prossima volta prova a dirlo mentre sono ancora tutti lì.

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